ARABA FENICE + L’ASINO E IL FIORE dal vivo al Circolo dei Malfattori – domenica 4 novembre ore 17:00

ARABA FENICE + L’ASINO E IL FIORE dal vivo al Circolo dei Malfattori – domenica 4 novembre ore 17:00

INGRESSO RISERVATO AI SOCI ARCI.
CONTRIBUTO ALL’INGRESSO PER FINANZIARE L’INIZIATIVA.
x info: 3929280626

ARABA FENICE
Come narra la famosa leggenda mitologica, l’Araba Fenice risorge dalle ceneri di un gruppo di amici e musicisti conosciuti come Airon. Ecco, la leggenda non parlava proprio di Aironi, ma tentiamo di non essere troppo pignoli. . .e torniamo a noi!
L’aspetto importante della storia è che risorge, seppur con mille dubbi ed il morale a terra. . . e lo fa proprio sui tavoli in legno massiccio di una frequentata osteria romagnola durante il freddo inverno ‘05/06. Inizia così il viaggio dell’Araba Fen

 ice, formazione folk rock cantautoriale con influenze progressive anni ’70. Dopo qualche mese ecco i primi concerti in zona, con buona risposta di pubblico e consensi. . . ma la metamorfosi della Fenice non è totalmente compiuta. Ed è ancora un’osteria, “L’albero dei pavoni”, a spingere il gruppo verso un’ulteriore evoluzione ad uno stile sempre più acustico e popolare. A causa degli spazi ristretti e dell’impatto acustico vengono abbandonate chitarre elettriche, pezzi di batteria troppo ingombranti ed amplificatori fuori misura. I suoni si ammorbidiscono e contestualmente cresce l’affetto nei confronti della band. Così, nei mesi successivi, anziché tornare allo stile elettrico, aumentano gli strumenti con cassa armonica: basso acustico, chitarra classica, mandolino e bouzouki sono solo alcuni esempi dei nuovi “colori” della formazione Romagnola. Flauto traverso, tin whistle e cornamusa completano questa gamma cromatica alla quale manca solo un ingrediente per fare grande una serata: il calore del pubblico!

L’ASINO E IL FIORE
La domanda che tutti ci fanno è: “Ma chi è l’asino e chi è il fiore?”
Beh, la risposta è semplice, nessuno dei due!! Tutti siamo un po’ asini e un po’ fiori… Siamo asini perché da sempre siamo obbligati a piegare la schiena e a lavorare sodo, senza rispetto, senza diritti e spesso ci sentiamo chiamare stupidi, ignoranti e ci mettono due orecchie in testa per umiliarci di fronte agli altri, senza sapere però, quanto gli asini in realtà siano esseri meravigliosi, intelligenti e dolci. Ma nonostante questo continuiamo a restare umili, semplici, come può esserlo un piccolo fiore appunto, che con la sua semplicità però sa raccontare la bellezza.
Ed è la voglia di raccontare questa bellezza, questa umiltà e questo desiderio di giustizia, di rispetto e di libertà, che nel 2011 fa nascere nella mia testa (Io sono Kurry) e in quella di Alberto l’idea di questo duo acustico, il cui intento principale è raccontare storie che portino con se sentimenti, emozioni, idee e non solamente parole gettate a caso sulla carta ed accompagnare il tutto con una musica ricercata e accattivante. E allora alle chitarre di Alberto, al suo Dobro, Banjo, Ukulele e Mandolino mescoliamo le mie, le percussioni suonate con i piedi e la mia voce per cercare di creare immagini anche con la musica, oltre che con le parole, a creare un insieme di forme e colori che possa permetterci di catturare chi ci ascolta, così da poterlo accompagnare attraverso le nostre canzoni, nel nostro mondo.

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