JOSEPHINE FOSTER AND BAND dal vivo al Circolo dei Malfattori – sabato 8 dicembre ore 21:30

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Il nuovo disco solista, “Blood Rushing”, esce in questi giorni ed è notevole, contiene alcuni dei migliori episodi della nutrita discografia di Josephine ed è una sorta di ritorno alle origini: folk-rock e blues psichedelico resi unici da una voce inimitabile.
Un brano del disco in anteprima sul sito di The Wire: http://www.thewire.co.uk/articles/9502/

Registrato in Colorado da Andrija Tokic (Alabama Shakes) con la collaborazione del partner Victor Herrero e di musicisti navigati come Paz Lenchantin (The Entrance Band, A Perfect Circle, Zwan), Heather Trost (A Hawk and a Hacksaw) e Ben Trimble (Fly Golden Eagle), Blood Rushing è il nuovo album della Foster per Fire Records.
Un disco dal tenore radicalmente diverso rispetto alle recenti uscite da studio, informate da un viscerale amore per la musica e la letteratura spagnola. In questo disco Josephine si ri-appropria per certi versi delle sue radici, muovendosi tra americana e folk elettrico e dispensando gioiose perle cantautorali, rese ancor più imperdibili dagli interventi dei cospiratori di turno. Trapiantata da anni a Cadiz, comunità autonoma dell’Andalusia, dove vive con il marito Herrero, la nostra ha ritrovato terreno fertile per le sue scorribande acustiche. La sua musica ha il valore degli scritti tramandati a voce di generazione in generazione, per la Foster è fondamentale la ricerca di melodie popolari che per quanto anonime possano conservare quegli elementi magici tali da renderle eterne. Gioielli in altre parole, che possano splendere di nuovo alla luce del sole. Una cantante d’opera sfuggita alle oppressive regole accademiche, la Foster ha presto trovato nel folk il luogo in cui trasferire il suo sapere, sposando anche un’esistenza ‘migrante’ a cavalle tra Europa ed America.
Per quanto agli esordi paragoni ingombranti con Patti Smith e Grace Slick abbiano condizionato i giudizi sulle sue interpretazioni, la nostra ha saputo mettere a frutto le esperienze in ambiti estranei al rock per fornire sempre e comunque una versione eterodossa della musica popolare. Blood Rushing è un disco che ripercorre i sentieri polverosi della Carter Family, del Dylan altezza Highway ’61 Revisited, rivelando anche interessanti parentesi acide. Un disco che in qualche misura rivede i punti salienti della recente ondata weird folk, riaccendendo vecchie emozioni ed omaggiando in tutto e per tutto la ‘country life’.”La miglior voce del prewar folk? Personalmente non ho dubbi. Non solo: di quel brulicante calderone di nomi che negli ultimi anni ha costretto a rimettere indietro le lancette degli orologi del rock underground americano a me pare anche la miglior penna e l’interprete più matura…”. Stefano Isidoro Bianchi (Blow Up)

Cantante, autrice e multistrumentista originaria del Colorado (oggi residente in Andalusia), un passato di studi lirici abbandonati in favore di un approccio meno accademico (e che tuttavia le hanno lasciato l’impostazione vocale da soprano che è ormai marchio di fabbrica dei suoi dischi), Josephine Foster è la punta di diamente di quel movimento di riscoperta del folk cha ha caratterizzato la produzione discografica indipendente dell’ultimo decennio. Nel suo caso, però, faticheremmo a cercare mode, hype o “freakerie” costruite ad arte: la sua è una voce tanto singolare e autonoma, tanto unica e fuori dal coro, tanto vera ed emotiva, da sfuggire ad etichette, classificazioni e collocazioni in una qualche “scena” o “tendenza”. Ogni suo disco è una coraggiosa operazione di spostamento dal precedente, in una pratica musicale volta alla progressiva eliminazione dei confini tra musica colta e tradizione popolare: blues primitivo e canti degli Appalachi, folk acido e fado portoghese, fiabe per bambini e lieder tedeschi in salsa psichedelica; più di recente l’incontro con l’universo poetico di Emily Dickinson, musicato con una grazia e una magia che hanno del miracoloso (Graphic As A Star), e poi quello con le “canciones poulares espanoles” scritte e raccolte, in piena resistenza antifranchista, da Federico Garcia Lorca (Anda Jaleo). Per dirla ancora con Stefano Isidoro Bianchi “ogni disco che degna della sua voce è un approdo, una spiaggia, una terra completamente vergine. Con ogni disco supera il precedente e se stessa, in una gara che vede unici perdenti noi che ascoltiamo”.

Discografia

JOSEPHINE FOSTER
2000: There Are Eyes Above (Locust)
2001: Little Life (cd-r)
2005: A Diadem (ep, cd-r)
2005: Joey Will Come If You (Artschool Dropout)
2005: Hazel Eyes, I Will Lead You (Locust)
2006: What is that ever was? (cd-r)
2006: A Wolf in Sheep’s Clothing (Locust)
2008: This Coming Gladness (Bo’ Weavil)
2009: Graphic as a Star (Fire Records)
2012: Blood Rushing (Fire Records)

BORN HELLER
2004: Born Heller (Locust)

JOSEPHINE FOSTER AND THE SUPPOSED
2004: All The Leaves Are Gone (Locust)

JOSEPHINE FOSTER AND VICTOR HERRERO BAND
2010 Anda Jaleo (Fire Records)
2012 Perlas (Fire Records)

Circolo dei Malfattori
Via Santarcangiolese, 4603
Poggio Berni (RN)
INGRESSO RISERVATO AI SOCI ARCI.
CONTRIBUTO ALL’INGRESSO PER FINANZIARE L’INIZIATIVA.
x info: 3929280626

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