“Possessioni come negazione delle malattie mentali” – incontro con Franco Pezzini al Circolo dei Malfattori – sabato 29 marzo ore 21:00

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“Possessioni come negazione delle malattie mentali” – incontro con Franco Pezzini al Circolo dei Malfattori – sabato 29 marzo ore 21:00

Come dice Dostoevskij, “i demoni esistono indubbiamente, anche se il modo di intenderli può essere abbastanza vario”: e in effetti tra le forme di deriva psichica che colpiscono l’immaginazione dell’uomo della strada attraverso una pluralità di interpretazioni, un posto speciale meritano le storie su spossessamenti di mente e corpo da parte di potestà esterne come demoni o spiriti. Simili credenze sono attestate – con modalità varie – un po’ in tutto il mondo e rimandano in radice a un passato ancestrale; ma la fenomenologia più nota nel moderno Occidente è quella legata alle dottrine demonologiche ebraico-cristiane e alle pratiche di esorcismo elaborate dalla Chiesa cattolica. Proprio questa lettura, in anni turbinosi di mutamenti storico-sociali, ispira com’è noto il bestseller The Exorcist di William Peter Blatty (1971) e l’omonimo film di William Friedkin (1973), il cui impatto sull’immaginario sarà di incalcolabile potenza. Basti pensare alla radicale innovazione recata dal citato dittico su tutto un linguaggio del Fantastico, segnando uno spartiacque epocale nello sviluppo del genere horror.

D’altra parte, proprio in tale contesto storico, in seguito al famoso “discorso sul diavolo” di Paolo VI (1972) e a successive pronunce pontificie, si riprende a parlare anche all’interno della Chiesa del dimenticatissimo ministero esorcistico. Ma sarà solo a distanza di qualche decennio, con Giovanni Paolo II, che in reazione a un fiorire postmoderno dell’occulto sia in prassi popolare (spiritismo, ricorso a maghi, eccetera), che a diversi livelli di controcultura (giovanile e non solo), una nuova impennata di richiami ripropone diavolo e possessioni all’attenzione collettiva: e in particolare grazie all’opera dell’attivissimo padre Gabriele Amorth, esponente dell’interpretazione ecclesiale più conservatrice, il tema ritorna oggi con frequenza nei media. Nello specifico di un’Italia bombardata da fiction televisive su preti e suore, e che sulla spettacolarizzazione del sacro gioca – con desolazione di credenti più avvertiti – una partita importante in termini di consenso buonista e controllo sociale, non può stupire la parallela spettacolarizzazione del tema-esorcismo attraverso vendutissimi memoriali a effetto e trasmissioni radiofoniche.

Ma è tutto così semplice? Evidentemente no. Da un lato perché l’interpretazione conservatrice incontra obiezioni non solo nel mondo laico, ma all’interno della stessa Chiesa cattolica e delle altre chiese cristiane: sia in relazione a un più ampio e sottile discorso sulla persona diaboli, sia nell’ottica di una rilettura della prassi evangelica di cura dei posseduti e del ruolo stesso degli esorcisti. Alcuni dei quali dichiarano di non essersi mai imbattuti in casi non inquadrabili in patologie note, e rammentano anzi la pericolosità dell’induzione di fantasie demoniache. D’altra parte il quadro spesso ricondotto all’alternativa tra demonologia cristiana e cifra della patologia apre in realtà a un assai più variegato orizzonte antropologico: conducendo la riflessione verso altre esperienze del sacro, e opzioni che volgono anche la fattispecie possessione – da parte di spiriti o divinità di diverso tipo – a una ricerca di senso e di ruolo nel mondo.

Nel tempo breve di un’ora e mezza non è evidentemente possibile dar conto in termini analitici di un panorama tanto complesso. L’intenzione è dunque più modestamente di far uscire il discorso dai binari consueti e spesso asfittici dei trafiletti da giornali: guardando da un lato a una sorta di indice dei problemi aperti tra dibattito ecclesiale e riflessione antropologica, e dall’altro alla relazione con un tessuto più ampio di fantasie d’epoca. In particolare quelle artistiche, letterarie e poi cinematografiche che hanno nutrito la percezione collettiva del fenomeno impattando sulle stesse categorie culturali dei presunti posseduti. Il modo di intendere i demoni, ha insomma ragione Dostoevskij, è davvero vario.

Circolo dei Malfattori
Via Santarcangiolese, 4603
Poggio Berni (RN)
aperti ogni giorno dalle 19:00 escluso il lunedì – domenica aperti dalle 17:00
INGRESSO RISERVATO AI SOCI ARCI.
x info: 3939496642
https://circolodeimalfattorisaladiana.wordpress.com/
Circolodeimalfattori.saladiana@gmail.com

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