ALESSIO LEGA – 100 anni di canzone d’autore 2014 – 5 appuntamenti al Circolo dei Malfattori

100 anni

 

ALESSIO LEGA – 100 anni di canzone d’autore 2014 – 5 appuntamenti al Circolo dei Malfattori

giovedì 20 marzo – giovedì 27 marzo – giovedì 3 aprile – giovedì 10 aprile – giovedì 17 aprile

La storia della canzone italiana cantata e raccontata da Alessio Lega in 5 appuntamenti.
Un’impresa mai tentata prima: oltre 100 brani, eseguiti rigorosamente dal vivo, da un interprete che li ha accuratamente selezionati nel meglio della produzione storica della canzone d’autore italiana.
La canzone d’autore è un genere musicale e letterario che ha segnato molte generazioni d’italiani, estendendosi su 100 anni di storia. La canzone è il romanzo di formazione sentimentale ed esistenziale del nostro tempo.
“Poesia per tutte le tasche” (la definizione è del maestro francese Georges Brassens) la canzone è entrata in stretta relazione con le mode, le tendenze, i gusti, il linguaggio, le ribellioni di tutte le composizioni sociali dal nord al sud.
Nata in forma strutturata nei “café chantant” d’inizio secolo – erede della tradizione poetica partenopea, dell’opera e dell’operetta – la canzone d’autore ha una fioritura immediata e un periodo di letargo nel ventennio fascista (con qualche nobile eccezione). Risorge nei ritmi imitativi e nelle rielaborazioni del dopoguerra, per imporsi negli anni ’60 come una delle massime realtà culturali della lingua italiana.
Modugno, De André, De Gregori non sono solo ai vertici della produzione culturale del proprio tempo, ma anche nelle classifiche di vendita dei dischi e sbancano ogni botteghino con spettacoli gremiti di pubblico sempre nuovo.
L’Italia è un paese con molta nostalgia e poca memoria. Se queste canzoni sono rimaste nell’orecchio di molti, difficilmente si riesce a collocarle nel loro tempo e a distinguere quella produzione di straordinario valore artistico dai ritornelli fatti per durare poche settimane.
Alessio Lega cantautore (con 5 dischi e centinaia di concerti all’attivo, Targa Tenco 2004) e storico della canzone (un libro e decine di articoli) dipana il filo della memoria del ‘900, eseguendo dal vivo in versione integrale e raccontando la storia degli indimenticabili capolavori e di qualche perla nascosta della musica italiana d’autore. La direzione sonora è del maestro Guido Baldoni che, con piano e/o fisarmonica, riveste e armonizza fra loro 100 anni di splendide melodie e mode musicali.
5 concerti unici dipanano così una storia indimenticabile e mai cantata tutta assieme.

giovedì 20 marzo – da Napoli a Modugno: la radice mediterraneaDalla canzone napoletana al primo cantautore

Il primo appuntamento collega la tradizione napoletana di fine ‘800 con il fiorire delle composizioni italiane nei café chantant della Bella époque di una nazione neonata. Un omaggio a Roberto Murolo e Sergio Bruni i più rigorosi interpreti del repertorio napoletano di Bovio o Di Giacomo. Seguito a ruota da un omaggio all’indimenticabile Milly, che rese popolari in televisione con una versione sobria e antiretorica, le canzoni italiane del primo ‘900. Lo swing di Carosone traghetta Napoli nel dopoguerra.
Sanremo 1958, “Volare O-O” trionfa in Italia e in America rendendo celebre nel mondo un attore, poeta e cantante: Domenico – Mimmo – Modugno.
La rivoluzione di “Volare” rompe col “bel canto” e porta in primo piano una voce popolare, gutturale, nutrita della cultura orale dei cantastorie del sud. Modugno è da allora considerato uno dei più grandi artisti della penisola, prima che la parola “cantautore” definisse colui che scrive e canta i propri versi

(Omaggio a Murolo e Bruni)

1 – Chi siete?

2 – ‘E spingule frangese

3 – Te voglio bene assaje

4 – Era de maggio

5 – Furturella

6 – Reginella

(Omaggio a Milly)
7 – Signorinella

8 – Vipera/Addio morettin ti lascio

9 – Scettico blu

10 – Addio tabarin

11 – Mamma/Lenin

12 – La tamurriata nera

(Carosone)

13 – Pigliate ‘na pastiglia

(Modugno)

14 – La storia de lu Miminu Modugno

15 – Volare

16 – L’uomo in frack

17 – Lu pisci spada

18 – Lu frasulino

19 – Notte chiara

20 – Amara terra mia

21 – La donna Riccia

22 – Notte di luna calante

 

 

giovedì 27 marzo  – Fra Torino e Milano: dal Canta-Swing al Canta-Cronache.
Buscaglione – Jannacci – Endrigo

Lo swing e il jazz – osteggiati dal fascismo – si erano timidamente già affacciati nella musica italiana attraverso Natalino Otto e il Quartetto Cetra. Qualche anno dopo la guerra diventano attrezzi poetici di una ribellione alla canzone retriva e melodica.
Fred Buscaglione costruisce un irresistibile personaggio che celebra e ironizza il mito americano, con un successo enorme interrotto da una tragica fine.
Negli stessi anni un gruppo di intellettuali torinesi (fra i quali il grande narratore Italo Calvino) scrive e pubblica col nome collettivo di Cantacronache un pugno di canzoni che fondano la moderna canzone d’autore italiana, poetica e impegnata.
L’ambiente discografico e teatrale milanese raccoglie questi stimoli attraverso due straordinari autori: uno figlio di immigrati pugliesi e voce della sua città, Enzo Jannacci, l’altro esule istriano ed eterno straniero: Sergio Endrigo.
Jannacci porta un vento di lucida follia, di intelligente “nonsense” dai cabaret notturni alla poesia cantata. Schizofrenico e inimitabile, il medico-pianista amante del jazz collabora anche col futuro premio nobel Dario Fo.
Timido e introverso Endrigo unisce straordinarie intuizioni melodiche – suoi alcuni dei più clamorosi successi degli anni ’60 – a un amore profondo per la poesia cantata. Col poeta brasiliano Vinicius de Moraes e con Gianni Rodari firma anche canzoni per bambini.

 

 

 

(Fred Buscaglione)
23 – Eri piccola

24 – Che bambola

25 – Una sigaretta

26 – Che notte quella notte

(Cantacronache e dintorni)

27 – Dove vola l’avvoltoio

28 – Canzone triste

29 – Un paese vuol dire non essere soli

30 – Hanno ammazzato il Mario

31 – Ma mi

(Enzo Jannacci)

32 – Vengo anch’io no tu no

33 – Sfiorisci bel fiore

34 – L’armando

35 – Vincenzina e la fabbrica

36 – L’uomo a metà

37 – El purtava i scarp del tennis

(Sergio Endrigo)

38 – Io che amo solo te

39 – Aria di neve

40 – La prima compagnia

41 – Perché non dormi fratello

42 – Ci vuole un fiore

43 – L’arca di Noé

44 – Ballata dell’ex

 

giovedì 3 aprile – Arrivano i cantautori: da Genova a de André

Lauzi – Tenco – Bindi.
Omaggio a Fabrizio de André

Primi anni ’60, il “Boom economico”, l’Italia diventa benestante e la cultura non è più appannaggio di pochi. Proprio in questo periodo però si diffondono fermenti esistenziali e sociali che chiedono alla canzone di non essere più solo ritmo ed evasione. Le parole sono importanti e vanno ascoltate. Nasce il termine “cantautore” che designa una nuova generazione di autori-interpreti che sviluppano nelle loro canzoni una poetica personale che si accorda alla loro voce. In questa prima fase la città di Genova è il punto di partenza di Umberto Bindi, Bruno Lauzi e Luigi Tenco. Proprio il suicidio di quest’ultimo al festival di Sanremo del ’67 apre drammaticamente il tema del contrasto insanabile fra canzone poetica e canzone commerciale.
La parte più consistente di questo concerto è dedicata al genio di Fabrizio De André – un altro genovese – che riadattando i modelli della canzone francese fa compiere uno straordinario balzo in avanti alla musica italiana. In quasi 40 anni di attività, quest’artista pervaso da un’inquietudine insaziabile e da un’ansia di costante rinnovamento, resta sulla cresta dell’onda, senza apparire in televisione e nei festival nazional-popolari. A quasi tre lustri dalla sua scomparsa, è il punto di riferimento condiviso dei cantautori italiani di tutte le generazioni.

 

 

(Lauzi)

45 – Genova per noi

(Tenco)

46 – Mi sono innamorato di te

47 – Vedrai vedrai

48 – Lontano lontano

49 – Un giorno dopo l’altro

(Bindi)
50 – Il nostro concerto

51 – Io e il mare

52 – Il mio mondo

(Lauzi)
53 – Il poeta

(Fabrizio de André)

54 – La canzone di Marinella

55 – Il bombarolo

56 – Bocca di rosa

57 – Il Gorilla

58 – La guerra di Piero

59 – Canzone dell’amore perduto

60 – Khorakhané

61 – La città vecchia

62 – Creuza de ma

63 – Cantico dei drogati

64 – Via del campo

65 – Un giudice

66 – Il testamento

 

 

 

giovedì 10 aprile – Fra il Folkstudio e il West: percorsi degli anni ’70.
Guccini – De Gregori – Gaber – Dalla – Vecchioni

La canzone degli anni ’60 è di ispirazione francese, negli anni ’70 si impone il modello americano di Bob Dylan e del Rock Progressivo, contaminato con la ballata popolare. Cambiano i costumi, le usanze, i rapporti e la fruizione della musica: grandi palazzetti dello sport gremiti per autori poetici, sensibili, impegnati che non mirano più al singolo successo. Cambia soprattutto il linguaggio delle canzoni, che diventano pagine di un diario collettivo personalissimo e indecifrabile come per l’”ermetico” De Gregori o le fluviale affabulazioni del cantastorie Guccini. Giorgio Gaber, già fantasista televisivo, ha coraggiosamente intrapreso una strada che sarà ribattezzata “Teatro Canzone”: canzoni/monologhi che sviluppano una feroce critica al pensiero dominante e ai vizi esistenziali degli italiani. Il bolognese Lucio Dalla, attraverso gli album sperimentali scritti col poeta Roberto Roversi, giunge a uno stile originalissimo, modellato sulla sua vocalità, che lo porta ai vertici della produzione pop d’autore. Roberto Vecchioni, il “professore”, è un creatore di favole contemporanee. Nei suoi testi un sottostrato fortemente letterario si mescola a una vocazione popolare e distesa.

(Francesco Guccini)
67 – Canzone per un’amica

 

68 – L’avvelenata

69 – L’incontro

70 – Il vecchio e il bambino

71 – La locomotiva

(Francesco De Gregori)

72 – Rimmel

73 – Santa Lucia

74 – Titanic

75 – Pane e castagne

76 – La donna cannone

(Giorgio Gaber)

77 – Far finta di essere sani

78 – Il dilemma

(Lucio Dalla)

79 – 4 marzo ’43

80 – Com’è profondo il mare

81 – Le parole incrociate

82 – Cara

83 – Disperato erotic stomp

84 – Quale allegria

(Roberto Vecchioni)

85 – Samarcanda

86 – L’ultimo spettacolo

87 – Le lettere d’amore

88 – Luci a San Siro

 

giovedì 17 aprile – Percorsi solitari: la canzone d’autore nell’anno 2.000
Piero Ciampi – Paolo Conte – Franco Fanigliulo – Rino Gaetano – Edoardo Bennato – Pierangelo Bertoli – Claudio Lolli – Ivano Fossati – Max Manfredi – Marco Ongaro – Vinicio Capossela

Piero Ciampi è un outsider ribelle e autodistruttivo, rimasto nell’ombra in vita, riscoperto postumo e considerato ai vertici della poesia cantata. Paolo Conte, autore di successo per altri, schivo e indefinibile, con una squisita musicalità e una poetica nutrita d’esotismo, diventa una star internazionale riportando dai centri urbani alla provincia un mondo poetico fatto di paesaggi, di sogni e mezze tinte.
Ma la canzone d’autore è anche una storia di meteore: artisti complessi, outsider ed eclettici o cantori di successo scomparsi troppo presto. Fanigliulo che travolse Sanremo nel 1979, Rino Gaetano costantemente citato e riscoperto, Bennato che faceva ironia proprio sul ruolo del cantautore, ma anche il percorso appartato e rigoroso degli emiliani Lolli e Bertoli.
Gli ultimi anni del ‘900 – nonostante la crisi discografica e la perdita d’identità dei generi – hanno trovato la canzone d’autore ancora in forma col sorgere della stella di Vinicio Capossela o il tardivo successo di Ivano Fossati. Un pugno di cantautori di grande levatura, assenti dai grandi media, traghettano il linguaggio della canzone d’autore nel nuovo millennio.

 

(Piero Ciampi)
89 – Ha tutte le carte in regola

90 – Tu no

91 – Mia moglie

(Paolo Conte)

92 – Via con me

93 – Bartali

94 – Dal loggione

95 – Madeleine

96 – Azzurro

(Franco Fanigliulo)

97 – A me mi piace vivere alla grande

(Rino Gaetano)
98 – Gianna
99 – Mio fratello è figlio unico

(Edoardo Bennato)
100 – In fila per tre
101 – La fata

(Pierangelo Bertoli)

102 – Eppure soffia

103 – A muso duro

(Claudio Lolli)

104 – La giacca

105 – Da zero e ritorno

(Ivano Fossati)

106 – La costruzione di un amore

107 – L’orologio americano

(Max Manfredi)

108 – La fiera della Maddalena

(Marco Ongaro)
109 – Landru/Feydau

(Vinicio Capossela)

110 – Ballo di S.Vito

111 – Camminante

Circolo dei Malfattori
Via Santarcangiolese, 4603
Poggio Berni (RN)
aperti ogni giorno dalle 19:00 escluso il lunedì – domenica aperti dalle 17:00
INGRESSO RISERVATO AI SOCI ARCI.
CONTRIBUTO ALL’INGRESSO PER FINANZIARE L’INIZIATIVA € 5,00
x info: 3939496642
https://circolodeimalfattorisaladiana.wordpress.com/
Circolodeimalfattori.saladiana@gmail.com
Fb: circolo dei malfattori – sala diana

 

 

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